Flavio Confalonieri

Massofisioterapista e massaggiatore sportivo


Specializzato nella riabilitazione della spalla (cuffia dei rotatori), massaggio terapeutico, massaggi rilassanti, distorsioni, massaggi decontratturanti e massaggi sportivi. Nel mio percorso ho inoltre perfezionato varie tecniche partecipando a diversi corsi e seminari tra cui: craniosacrale bio-energetico, riequilibrio posturale, patologie del ginocchio e patologie della spalla, cromoterapia e massaggio sportivo.

Servizi

Le cure proposte.

  • Massaggio Sportivo

    Il Massaggio sportivo è una forma di massaggio utilizzata prima, durante e post gara o manifestazione sportiva. Lo scopo è quello di ottenere le massime prestazioni eliminando stanchezza, alleviando lo stress accumulato durante l’attività fisica, pesantezza, gonfiori e al tempo stesso abbassare il rischio di infortuni che impedirebbero di portare a termine la propria perfomance atletica. Molteplici sono i vantaggi che offre questo tipo di massaggio: basti pensare alla riduzione della frequenza cardiaca, alla sensibile riduzione della tensione muscolare e soprattutto al sollievo di un eventuale dolore.

  • Massaggio anti-stress

    Il massaggio Anti-Stress è un insieme di varie tecniche corporee orientali e occidentali. La sua efficacia è data dalla stimolazione venosa e linfatica, dal rilassamento muscolare indotto e dalla conseguente elasticità articolare. Questo è un massaggio fatto a misura per ognuno di noi, basato sull’attenta osservazione del corpo. Gli effetti di questo massaggio sono molteplici tra cui: il recupero o l’incremento della consapevolezza corporea e la funzione analgesica (in quanto stimola la produzione di endorfina e dall’altra induce rilassamento muscolare).

  • Kinesiotaping

    Il KinesioTaping si basa su un concetto terapeutico che agevola i liberi movimenti, al fine di permettere al sistema muscolare di aiutare il corpo a auto guarirsi biomeccanicamente. È in grado di enfatizzare il trattamento riabilitativo e mantenerlo efficace tra un trattamento e l’altro in quanto applicato per più giorni consecutivamente. Molto utilizzato in strutture ospedaliere, centri Massofisioterapici , fisioterapici e società sportive. È in grado di dare sostegno, di facilitare la funzionalità di un muscolo, di drenare un edema o un ematoma e di dare un efficace stabilità articolare. Utile sia in fase acuta (fino completamento della rieducazione funzionale),sia durante la fase cronica. Può inoltre prevenire alcuni infortuni o traumi. Le tecniche Kinesio Taping possono essere utilizzate in combinazione con altre tecniche riabilitative come la terapia manuale, l’esercizio terapeutico, crioterapia e idroterapia.
    Il KINESIO TAPING ALLEVIA IL DOLORE E FACILITA IL DRENAGGIO LINFATICO TRAMITE IL MICROSCOPICO SOLLEVAMENTO DELLA CUTE.

  • Trigger point

    Per trigger point si intede un focolaio d’iperirritabilità, situata all’interno della bandeletta contratta di un muscolo o in una fascia muscolare, doloroso alla palpazione e alla compressione. La pressione di questi punti riporta sempre ad una zona riflessa ben distinta. La tecnica dei Trigger point, sviluppata dal Dott. Beat Dejung negli anni 80, prevede l’esercizio di una pressione da parte di un operatore formato. Sono tecniche dolorose, ma sempre entro il rispetto della soglia di sopportabilità del paziente. Grandemente utilizzata per il riequilibrio muscolare, per problemi di cefalea muscolo-tensiva e, in alcuni casi, in fase di recupero da infortunio.

  • Cranio-Sacrale

    La tecnica del massaggio cranio-sacrale richiede un certo livello di consapevolezza, soprattutto a livello corporeo, una mente aperta ai bisogni dell’individuo, l’attitudine all’ascolto e la capacità di saper ascoltare anche il corpo. Si può applicare al fine di migliorare lo stato di salute, varie funzioni dell’organismo e gli equilibri mente – corpo. E’ infatti una tecnica manuale ma fondata sull’idea che lo stato di benessere fisico sia il risultato di diversi fattori e non solo di una condizione medica. Bisogna tenere in considerazione le variabili che influenzano lo stato attuale dell’individuo e le diverse concause che possono aver portato ad un eventuale disturbo: età, stile di vita, condizione psicofisica.. Questa tecnica ha il pregio di avere una vasta applicazione ed è sempre ben tener in considerazione le differenze individuali. La terapia cranio-sacrale nacque all’inizio del XX secolo, quando William Sutherland scoprì e provò la mobilità delle ossa craniche e rilevò la fluttuazione ritmica di cranio e sacro dovuta alla continuità della dura madre lungo tutto il midollo. Dal punto di vista anatomico, tutto l’organismo è coinvolto nelle reciproche influenze che contribuiscono alla condizione generale ma, in particolare, vengono prese in considerazione:
    1. Le meningi (dura madre, membrana aracnoidea, pia madre)
    2. Le strutture ossee su cui queste si inseriscono
    3. Le strutture di tessuto connettivo
    4. Il liquor e le strutture connesse a produzione, contenimento e riassorbimento.
    In particolare, la messa in pratica della terapia si basa sull’osservazione del ritmo cranio-sacrale.

  • Riequilibrio posturale

    E’ un metodo di massaggio posturale che mira a ristabilire l’integrità posturale e strutturale del corpo eliminando le restrizioni e normalizzando le disfunzioni. Molte delle tensioni presenti nel corpo sono spesso riconducibili a stress posturali ricorrenti che possono essere corretti con il massaggio posturale. Allo stesso modo, alterazioni neuromuscolari e/o scheletriche possono essere il risultato di un adattamento del nostro corpo agli stress che sono stati imposti. I danni che rischiamo di apportare al nostro corpo perpetuando queste condizioni possono essere diversi. Infatti il nostro corpo (struttura e funzionalità) è dotato di tutte le potenzialità per il raggiungimento ed il mantenimento di una postura appropriata. L’assunzione di una postura scorretta è sinonimo di una qualche cattiva abitudine. Il persistere di questi difetti posturali può comportare disagio, dolore o invalidità a seconda della gravità della situazione. Fondamentali rispetto al concetto di una buona meccanica del nostro corpo sono le qualità dell’allineamento e dell’equilibrio muscolare. Eventuali esami di accertamento e relative procedure di riabilitazione sono indirizzate verso il recupero e la conservazione della meccanica del nostro organismo nella postura e nel movimento più corretti. Gli esercizi, in particolare, mirano al rinforzo muscolare dei muscoli più deboli e all’allungamento di quelli più contratti.

  • Distorsioni

    per distorsione si intende la perdita transitoria dei rapporti dei capi articolari; le distorsioni sono il risultato di un trauma improvviso più o meno violento e in misura più o meno ampia sulle strutture di supporto dell’articolazione. Si distinguono in 3 gradi, in base al danno delle strutture capsulo-legamentose.
    I grado: stiramento che supera il normale grado di elasticità delle strutture capsulo-legamentose, ma senza lacerazione.
    II grado: lacerazione parziale delle strutture legamentose. Dolore e gonfiore sono evidenti. È presente inoltre versamento articolare.
    III grado: la rottura della struttura capsula legamentosa è completa. Marcato gonfiore e instabilità evidente. Il dolore è improvviso e si avverte uno schiocco.
    Trattamento: varia in base alla gravità della lesione, all’età e al livello abituale di attività del paziente. Il trattamento immediato prevede: riposo, ghiaccio, compressione e elevazione. Dopo un periodo di riposo è opportuno iniziare una riabilitazione per il rinforzo della muscolatura e il recupero dell’articolarità.

  • Distorsione caviglia

    E’ una delle più frequenti e tipiche dell’arto inferiore. Questi traumi avvengono prevalentemente in supinazione, mentre quelli più rari in pronazione. Un eventuale esame radiografico serve per escludere eventuali fratture malleolari e per evidenziare un’eventuale distasi della pinza-malleolare.
    Trattamento: varia in base alla gravità della lesione, all’età e al livello abituale di attività del paziente. Il trattamento immediato prevede: riposo, ghiaccio, compressione e elevazione. Dopo un periodo di riposo è opportuno iniziare una riabilitazione per il rinforzo della muscolatura e il recupero dell’articolarità.

  • Distorsione ginocchio

    Il ginocchio è l’articolazione più soggetta a traumi nella pratica di sport. Generalmente una grave distorsione non permette di proseguire una attività sportiva. E’ bene riferire se il gonfiore è comparso precocemente (subito dopo il trauma) oppure a distanza di 2 -3 giorni.
    Trattamento: consiste in un periodo di riposo assoluto, a letto, avendo cura di mettere sotto il ginocchio un cuscino per limitare il dolore. Sul ginocchio possono essere messe pomate medicamentose (su prescrizione del medico curante) oppure gel all’arnica o Arpagophitum, in concomitanza con applicazioni di giaccio. Trascorso il periodo di riposo è opportuno iniziare ad estendere il ginocchio diminuendo lo spessore del cuscino fino alla rimozione completa. A questo punto il medico può effettuare una fasciatura con benda elastica adesiva che dovrà essere mantenuta per una settimana. Se il trauma è importante si può procedere ad una doccia gessata da mantenere 15 -20 giorni. Dopo di che può iniziare la fase di riabilitazione con massaggi per il rilasciamento muscolare, esercizi passivi ed attivi con il graduale ritorno all’attività sportiva.

  • Spalla

    La spalla è un complesso anatomico – funzionale formato da più articolazioni. Su di essa gravano molteplici patologie di varia natura tra cui: infiammazioni, patologie degenerative, acute o croniche e lesioni traumatiche. La sede maggiormente colpita è l’articolazione scapolo-omerale. Il sintomo che accomuna tutte queste varianti è il dolore, che si associa spesso alla limitazione funzionale (come nella spalla congelata). Un ulteriore elemento clinico è l’instabilità scapolo-omerale che si differenzia in base alla direzione e al grado di instabilità. La limitazione funzionale può interessare solo o soprattutto alcuni movimenti come nel portare l’arto al di sopra della testa (come nelle sindromi di attrito o nella lesione della cuffia dei rotatori). Per cuffia dei rotatori si intende un apparato muscolo-tendineo la cui funzione principale è quella di stabilizzare la testa omerale contro la glenoide. Le rotture della cuffia avvengono talvolta tramite una lesione acuta, ma il più delle volte sono causate dall’età, da un conflitto meccanico cronico e da una vascolarizzazione alterata dei tendini. Le rotture originano principalmente nel tendine del sovraspinoso I sintomi possono essere i seguenti: i pazienti riferiscono spesso un dolore ricorrente alla spalla che dura da molti mesi, dolore notturno, difficoltà a dormire sul lato interessato, l’inceppamento dell’arto e uno scroscio sono tra i sintomi più comuni.
    Trattamento: Il trattamento conservativo include i FANS, fisioterapia con esercizi di stretching e potenziamento ma soprattutto è necessario evitare attività effettuate al di sopra del livello della testa. Infine è possibile sottoporsi ad infiltrazioni steroidee (eseguite esclusivamente da medici ortopedici) per far si che si riduca l’infiammazione di una borsite sottoacromiale, allo scopo di diminuire il dolore nell’arco di breve tempo. È consigliabile non ripeterle per più di 3 volte durante l’anno solare. Riabilitazione: l’obiettivo principale della riabilitazione è di ridurre il dolore, incrementare la forza e aumentare l’arco di movimento della spalla. Successivamente è possibile constatare nel paziente rigidità dell’articolazione gleno-omerale e una scarsa mobilità scapolo toracica. È molto importante evitare ulteriori danni alla cuffia. Il tutto deve avvenire rispettando la soglia del dolore.

  • Metodo Mézières

    Il Metodo Mézières, in particolare, è indicato per normalizzare tutti i problemi osteo-muscolo-articolari ed ha come campo di applicazione quello della patologia funzionale:
    Vertebrale: lombalgie, lombo sciatalgie, cervicalgie, cervicobrachialgie, etc..
    Articolare: periartrite scapolo-omerale, coxartrosi, gonartrosi
    Muscolare: sindrome degli scaleni, sindrome dello stretto toracico superiore, sindrome dell’angolare.
    Dismorfica: iperlordosi, ipercifosi, ginocchia valghe/vare, piede piatto/cavo Viene indicato, inoltre, per gli sportivi per la prevenzione di contratture, stiramenti, strappi, tendiniti e inoltre trova applicazione nell’ambito della medicina preventiva.

  • Pet Therapy

    La Pet Therapy che proponiamo è un intervento che nasce dalla cooperazione tra un cane con adeguate competenze relazionali intraspecifiche e il suo conduttore, una Psicologa-Psicoterapeuta. Gli incontri di Pet Therapy si rivolgono a bambini e adulti con fragilità sul piano emotivo, relazionale, cognitivo o motorio, che possono beneficiare di un trattamento potenziato dalla funzione motivante e di mediazione comunicativa del cane.
    Il contenuto degli incontri di Pet Therapy viene concordato in funzione degli obiettivi e delle necessità della persona che richiede l’intervento. Di seguito vengono riportati alcuni esempi di obiettivi che si prefigge la Pet Therapy:

    - potenziare le abilità motorie: qualora vi siano difficoltà motorie, la spinta motivazionale generata dalla relazione con il cane favorisce il raggiungimento di obiettivi di natura fisioterapica;

    - agire sulle capacità relazionali: la relazione tra cane e persona, non mediata dalla funzione linguistica e, pertanto, più diretta, apre un varco nell’incremento delle capacità comunicative e relazionali della persona;

    - favorire la comunicazione emotiva: l’antropomorfizzazione del cane facilita la condivisione di contenuti, significati e stati emotivi interni;

    - stimolare le funzioni cognitive: la presenza del cane, vissuto come non giudicante, agevola la realizzazione di esercizi che mirano al potenziamento delle abilità cognitive (come la lettura nei bambini con dislessia);

    - favorire il rilassamento in caso di patologie muscolari e disturbi del movimento.

  • Psicoterapia

    La Psicoterapia si occupa del trattamento di disturbi della sfera psicologico-psichiatrica che possono limitare o compromettere la qualità di vita e lo stato di benessere della persona. Di seguito vengono riportati esempi relativi ad alcune aree di intervento della Psicoterapia:

    - Attacchi di panico ansia e fobie L’ansia, se adeguatamente regolata e gestita, è un’emozione adattiva, che ci permette di decidere come affrontare momenti difficili e stressanti. Quando però l’ansia è talmente intensa da generare palpitazioni, sudorazione, tremori, sensazione di dispnea e soffocamento, nausea, dolori al petto, paura di perdere il controllo o impazzire, paura di morire, sfocia in attacchi di panico. La fobia è una paura persistente di animali, oggetti, situazioni ed attività, che può determinare una limitazione dell’autonomia della persona a causa della frequente messa in atto di condotte di evitamento dello stimolo che genera la fobia. Il trattamento di fobie e attacchi di panico consente un miglioramento della qualità della vita in quanto riduce le limitazioni nel grado di autonomia della persona e incrementa l’autostima.

    - Disturbi dell’umore, depressione Le alterazioni del tono dell’umore sia in senso depressivo che in senso maniacale possono determinare disagio marcato ed avere significative ripercussioni nella vita relazionale e lavorativa. In particolare il disturbo depressivo coinvolge spesso in modo invalidante sia la sfera affettiva che cognitiva della persona, influendo negativamente sulla qualità di vita e sulla salute della persona. Il trattamento dei disturbi dell’umore, in cui talvolta è utile considerare l’integrazione di un intervento psicoterapico e farmacologico, può ridurre la condizione di disagio e favorire un progressivo recupero della vita relazionale e lavorativa.

    - Disturbi dello spettro autistico (autismo e sindrome di Asperger) I disturbi dello spettro autistico sono determinati dalla presenza fin dall’infanzia di:
    - un deficit persistente nella comunicazione e nell’interazione sociale;
    - comportamenti, interessi e attività ristrette e ripetitive;
    - reattività inusuale a stimoli ambientali.
    I disturbi dello spettro autistico vengono differenziati in funzione del grado di severità e della necessità di supporto in lieve (vd. Sindrome di Asperger, autismo ad alto funzionamento), moderato e rilevante. Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico mira, tra l’altro, al potenziamento delle abilità comunicative e si rivolge sia al bambino sia alle figure genitoriali.

    - Disturbi del comportamento alimentare I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono indicativi di problematiche relative al rapporto della persona con il cibo e con il proprio corpo. Nei DCA l’alimentazione è disordinata, restrittiva oppure sregolata ed eccessiva e il cibo diventa anestetico e auto-cura di un disagio emotivo. Il corpo è spesso evitato e percepito in modo alterato. Il vissuto corporeo di essere inadeguati, grassi, brutti e socialmente non accettabili, influenza negativamente l’autostima e il senso di amabilità. La plurifattorialità delle cause che generano disturbi del comportamento alimentare richiede spesso un intervento multidisciplinare.

    La Psicoterapia, oltre ad occuparsi dei suddetti disturbi, costituisce un valido supporto qualora vi sia l’esigenza di un sostegno alla genitorialità, alla famiglia e alla coppia.

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